Il dissesto idrogeologico non è più un tema emergenziale, da affrontare solo dopo frane, alluvioni o eventi estremi. È una questione strutturale, che riguarda la sicurezza delle comunità, la tenuta delle infrastrutture, la pianificazione territoriale e la capacità degli enti locali di programmare interventi efficaci nel medio e lungo periodo.

Con questo obiettivo il Centro Studi OMeGA ha elaborato un nuovo paper dedicato al dissesto idrogeologico, con un focus specifico sulla Lombardia e sulla provincia di Bergamo, territori nei quali la fragilità del suolo assume una rilevanza particolarmente significativa.

Secondo i dati analizzati, in Italia sono censite circa 689.000 frane. La Lombardia ne conta oltre 142.000, mentre la provincia di Bergamo registra circa 28.879 fenomeni franosi, collocandosi tra i territori maggiormente esposti a livello regionale. Numeri che confermano come il dissesto non possa essere considerato un problema marginale o circoscritto ad alcune aree isolate, ma rappresenti una condizione diffusa che richiede strumenti di programmazione, risorse dedicate e una maggiore capacità progettuale.

Il paper nasce dalla volontà di superare una lettura esclusivamente emergenziale del fenomeno. Troppo spesso, infatti, gli interventi vengono finanziati e realizzati solo dopo il verificarsi di eventi critici, quando i danni sono già avvenuti e i costi economici, ambientali e sociali risultano molto più elevati. Al contrario, il lavoro del Centro Studi OMeGA evidenzia la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione, manutenzione e resilienza territoriale.

Al centro dell’analisi vi è il ruolo degli enti locali, in particolare dei comuni montani e dei piccoli comuni, che sono spesso i primi presidi istituzionali chiamati a gestire le criticità del territorio, ma che dispongono di risorse tecniche, finanziarie e amministrative limitate. La capacità di intercettare finanziamenti, costruire progetti cantierabili e programmare interventi integrati diventa quindi una leva decisiva per trasformare la fragilità in una strategia di protezione e valorizzazione del territorio.

Tra le proposte avanzate dal paper vi è l’istituzione di un Fondo Permanente Nazionale per la Resilienza Territoriale e il Dissesto, pensato non come strumento occasionale, ma come misura stabile di accompagnamento agli enti locali. Un fondo strutturale consentirebbe di finanziare interventi non solo in risposta alle emergenze, ma anche in fase preventiva, sulla base di indicatori oggettivi di esposizione al rischio, pressione territoriale e vulnerabilità delle infrastrutture.

Un secondo asse di intervento riguarda il potenziamento del Fondo Progettazione Nazionale. Senza progettazione, infatti, anche le migliori opportunità di finanziamento rischiano di rimanere inaccessibili, soprattutto per gli enti più piccoli. Rafforzare la capacità progettuale significa permettere ai territori di arrivare preparati alle finestre di finanziamento, riducendo i tempi di risposta e aumentando la qualità degli interventi candidati.

Il dissesto idrogeologico è una sfida ambientale, ma anche amministrativa e politica. Richiede una visione che tenga insieme conoscenza dei dati, capacità di pianificazione, competenze tecniche e strumenti finanziari adeguati. Per questo il paper del Centro Studi OMeGA intende offrire un contributo concreto al dibattito pubblico, proponendo una lettura territoriale del fenomeno e alcune direttrici operative per rafforzare la prevenzione.

Per OMeGA, lavorare su questi temi significa mettere al centro il rapporto tra territori, pubbliche amministrazioni e politiche di sviluppo. La sicurezza del suolo, la manutenzione delle infrastrutture e la resilienza delle comunità non sono solo questioni tecniche: sono condizioni essenziali per garantire futuro, vivibilità e competitività ai territori.

Il paper completo è disponibile qui PAPER GOVERNARE IL RISCHIO – CENTRO STUDI OMEGA – GIUGNO 2026

Notizie Correlate