Il Ministero della Cultura ha pubblicato l’Avviso “Cultura nei piccoli comuni”, una misura nazionale dedicata alla valorizzazione culturale dei Comuni italiani con popolazione inferiore a 25.000 abitanti. Il bando rappresenta un’opportunità importante per i piccoli enti locali che intendono costruire progettualità culturali capaci di rafforzare l’identità dei territori, attivare reti locali, coinvolgere le comunità e generare ricadute sociali, turistiche ed economiche. La misura dispone di una dotazione complessiva pari a 2.890.200 euro, articolata in due azioni annuali. Per ciascun progetto è previsto un contributo massimo di 130.000 euro, a fondo perduto, fino all’80% dei costi ammissibili. È quindi richiesto un cofinanziamento minimo del 20%, con risorse proprie o attraverso altri soggetti pubblici o privati.

Chi può partecipare

Possono candidarsi esclusivamente i Comuni italiani con meno di 25.000 abitanti, sulla base dei dati ISTAT al 1° gennaio 2025.

La candidatura può essere presentata:

  • da un singolo Comune;
  • da una rete di Comuni, costituita o da costituire, con individuazione di un Comune capofila.

Ogni proposta deve prevedere il coinvolgimento di almeno un partner non profit, tra cui enti pubblici, enti del Terzo Settore, associazioni o comitati formalmente costituiti.

Cosa finanzia il bando

Sono ammissibili progetti culturali finalizzati alla rigenerazione e valorizzazione dei territori, con particolare attenzione al patrimonio materiale e immateriale, alla partecipazione delle comunità e all’innovazione culturale.

Tra le attività finanziabili rientrano, ad esempio:

  • rassegne, festival, mostre, residenze artistiche;
  • laboratori, seminari, workshop e incontri pubblici;
  • progetti di storytelling territoriale e valorizzazione delle memorie locali;
  • installazioni artistiche, digital art, sound art, videoproiezioni;
  • piattaforme web, app, podcast, strumenti di realtà aumentata e applicativi digitali;
  • percorsi formativi e iniziative legate a turismo culturale, prodotti locali, itinerari esperienziali e servizi innovativi.

Sono inoltre ammissibili spese per professionisti, artisti, formatori, comunicazione, allestimenti, servizi tecnici, attrezzature, viaggi e trasferte entro i limiti previsti, oltre a interventi di manutenzione ordinaria funzionali alla proposta, compresi quelli per accessibilità e sicurezza.

Tempi e scadenze

Le candidature devono essere presentate attraverso il Portale Bandi della Direzione Generale Creatività Contemporanea entro le ore 12:00 del 31 agosto 2026. Le attività progettuali dovranno avere una durata compresa tra 7 e 30 giorni, anche non consecutivi, e dovranno concludersi entro il 28 febbraio 2027. La rendicontazione finale dovrà essere trasmessa entro 30 giorni dalla conclusione delle attività e comunque non oltre il 30 marzo 2027.

Come saranno valutati i progetti

La valutazione premierà in particolare la qualità culturale e strategica della proposta, l’innovatività, la capacità di rispondere ai fabbisogni del territorio, la cooperazione tra Comuni e soggetti locali, la sostenibilità economico-organizzativa e l’impatto sociale. Un peso rilevante sarà attribuito alla capacità di cooperazione e integrazione territoriale, criterio che può arrivare fino a 30 punti. Questo rende particolarmente interessanti le candidature costruite in forma associata tra più Comuni, con una regia progettuale chiara e una proposta capace di valorizzare connessioni, complementarità e sinergie tra territori.

Una misura da leggere in chiave strategica

Il bando non finanzia semplicemente eventi culturali isolati, ma richiede proposte capaci di configurarsi come strumenti di valorizzazione e rigenerazione culturale. Per questo motivo, le progettualità più competitive saranno quelle in grado di coniugare qualità artistica, radicamento territoriale, partecipazione della comunità, accessibilità, innovazione e ricadute durature. Per i piccoli Comuni si tratta quindi di un’occasione concreta per costruire palinsesti culturali di alto profilo, rafforzare reti territoriali e avviare percorsi di promozione culturale capaci di proseguire oltre la durata del contributo.

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