Ci sono progetti che nascono da un’idea.
E poi ce ne sono altri che nascono da una ferita, e scelgono di non richiudersi.

La Casa di Leo nasce così.
Dalla capacità straordinaria di Susanna e Michele, genitori di Leo, di trasformare il dolore più indicibile nella costruzione di un luogo di vita, di accoglienza, di cura. Un luogo che dà piena realizzazione al messaggio di Leonardo: non smettere di resistere, non lasciare indietro nessuno, continuare a essere felici anche nei momenti più faticosi.

La conferenza stampa tenuta a Roma, alla Camera dei Deputati, alla presenza del Ministro per le Disabilità On Alessandra Locatelli, non è stata solo un momento istituzionale. (qui il link dell’intera conferenza https://lnkd.in/d_S5Z4Kd )

È stata il riconoscimento pubblico di un modello unico in Italia, capace di tenere insieme Sistema Sanitario Nazionale e le sue eccellenze come l’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Terzo Settore, volontariato e famiglie, con uno sguardo che va oltre la cura clinica e arriva alla cura della persona nella sua interezza.

Come OMeGA abbiamo accompagnato questo percorso con il rispetto che si deve alle storie vere, mettendo competenze e visione al servizio di un progetto che non è semplicemente “un cliente”, ma un presidio umano prima ancora che sociale.

Lavorare accanto a Casa di Leo significa confrontarsi ogni giorno con il valore più alto del nostro mestiere: dare forma concreta a progetti che salvano, sostengono, tengono in piedi le persone nei momenti in cui tutto rischia di crollare.

Perché Casa di Leo non è solo una struttura.
È un ponte tra ospedale e vita.
È una casa che accoglie bambini e famiglie quando la terapia non finisce con una dimissione.
È la dimostrazione che il sostegno psicologico, educativo e relazionale non è un “di più”, ma una parte essenziale della cura.

Come recita il loro slogan, che non potrebbe essere più vero:
“LA CASA DI LEO: siamo la terapia che non trovi sui referti.”

E forse è proprio questa la lezione più grande:
ci sono cure che salvano il corpo,
e cure che tengono viva l’anima.
Entrambe sono indispensabili.

 

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